Essere diversi

Che cosa significa per te essere diversi ?

Qual’è l’importanza che diamo all’essere diversi? In alcuni momenti, può succedere di fare di tutto per essere uguali agli altri. Ad esempio potrebbe essere il caso di quando vogliamo far parte di un gruppo di persone che ci piace; oppure per essere tra i primi ad essere scelti nella composizione delle squadre.

Essere diversi può essere positivo come negativo: dipende dai momenti e dalle fasi che stiamo vivendo.

Alcune volte essere diversi è utile per distinguersi e riuscire ad esprimersi in linea con sé stessi.

Essere diversi ha uno spettro molto ampio, che comprende varie cose tra cui la razza, il sesso e l’orientamento sessuale. Scriviamo in onore del Pride!

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è stata stipulata il 10 Dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Gli articoli della Dichiarazione vanno a sancire i diritti inviolabili e fondamentali dell’essere umano.

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”

Art.1 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Con 30 articoli la Dichiarazione sancisce i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. 

Si parla di un’uguaglianza condivisa da tutti, ma possiamo davvero parlare di uguaglianza? Possiamo parlare di accettazione del diverso? Siamo liberi di essere diversi?

Dai report della Commissione Europea riporta statistiche preoccupanti:

0 %
LGBTI vittime di molestie
0 %
Persone a disagio nel vedere effusioni di coppie gay

Tutti abbiamo almeno un amico che dice: non sono omofono ma…

Allora come è possibile che sia ancora così diffusa, sottile e dilagante questa mentalità?

Questo al punto da avere dati ancora così importanti che riguardano le discriminazioni e il disagio verso il diverso. In un modo trasversale non siamo abituati ad avere a che fare con l'”outsider” sociale. La nostra cultura, qualunque essa sia, ci impone degli schemi di comportamento e pensiero che definiscono chi sei e da dove vieni. La cultura ci insegna chi dobbiamo essere e come farlo, cosa dobbiamo pensare e chi ci deve piacere.

Non rispettare queste norme significa non soltanto violare i precetti culturali ma rinnegarne anche le origini, portando come conseguenza l’emarginazione. Tutti temiamo il rimanere da soli, paura atavica dell’uomo, animale sociale.

Ricerche e studi scientifici hanno scoperto, senza grandi sorprese, che il dolore nell'”essere esclusi” è simile al dolore di una ferita. 

Essere respinti, in quanto diversi, ha serie implicazioni sulla psiche del singolo e, di conseguenza, sulla società più in generale. Il rifiuto sociale ha serie conseguenze su: emozioni, cognizione, pensiero e la salute fisica.

Ci sono ottime ragioni, quindi, per andare a comprendere meglio i meccanismi che scattano dopo l’essere esclusi in quanto diversi. Gli uomini nascono come esseri sociali, in cui l’accettazione è fondamentale e l’essere accettati ne va della sopravvivenza della specie.

Un uomo, da solo, non sarebbe sopravvisuto dalla comparsa dei primi ominidi ad oggi. Milioni di anni d’evoluzione ci hanno insegnato che per sopravvivere dobbiamo essere accettati in una comunità più grande, questo è scritto nel nostro DNA. 

Gli esperimenti più famosi nello studio dell’impatto dell’ostracizzazione vengono dal gioco del Cyberball, ideato da William (2009). Lo studio mostra come l’esclusione abbia un effetto immediato sul cervello nell’attivazione delle zone legate all’elaborazione del dolore. Inoltre, nel lungo periodo, l’esclusione produce depressione, impotenza, inadeguatezza e alienazione.

Dal 2009 più di 150 studi di questo tipo hanno confermato quando sia potente per le persone l’essere escluse nell’impatto delle loro vite.

Il collegamento tra il dolore fisico e quello sociale potrebbe sorprendere ma ha senso in un’ottica biologica. Al posto di sviluppare nuove zone cerebrali adibite al “dolore sociale” l’evoluzione ha preferito utilizzare quelle già esistenti del dolore fisico.

Ricerche mostrano poi come l’essere esclusi ripetutamenti abbia gravi conseguenze fisiche e psicologiche, tra cui:

  • aumento della rabbia
  • depressione
  • ansia
  • gelosia
  • tristezza
  • cattiva qualità del sonno
  • sistema immunitario deficitario
  • abuso di droghe
  • suicidio

Il dolore dovuto al rifiuto comporta che le persone ritenute diverse formino nuove comunità, che rispondano al loro bisogno.

Laddove il rifiiuto sia costante i sintomi si intensificano con conseguenze, anche, devastanti. Per far fronte all’aumento dell’aggressività e al vissuto difficile si può far riferimento ad un professionista.

Sensibilizzare su questi temi è l’obiettivo di oggi, quello di domani è creare comunità libere, inclusive e attente ai bisogni degli altri, anche se sono diversi!

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